Il Sistema allevatori al servizio della collettività

Il "sistema" delle associazioni allevatori è funzionale allo sviluppo delle imprese e alla tutela dei consumatori (dall’Editoriale pubblicato su IZ 14.2018)

Soldi spesi bene quelli che vengono destinati dal Mipaaf al Sistema allevatori? Senza dubbio sì, in quanto le risorse messe a disposizione sono finalizzate a consentire i controlli funzionali e la tenuta dei libri genealogici, determinanti per il miglioramento genetico degli animali, per avere capi più resilienti, in grado di migliorare la qualità del latte e resistenti alle malattie.
Un’attività che vede il miglioramento genetico italiano nei bovini da latte ai primi posti mondiali, che permette di ridurre i costi a carico delle imprese per sostenere i controlli funzionali e indirizzare lo sviluppo della zootecnia italiana, portando a un miglioramento della qualità dei prodotti e favorendo la tutela dei consumatori. In poche parole, stalle con più sostenibilità ambientale ed economica, in grado di assicurare ai cittadini consumatori di poter consumare un latte di qualità, materia prima essenziale per la produzione dei nostri formaggi d’eccellenza.
I dati che si rilevano nelle aziende consentono, oltre al miglioramento genetico, di aiutare l’allevatore nella gestione della stalla e, attraverso il Sistema allevatori nazionale e veneto, di guardare al futuro adottando le forme più moderne ed innovative per la sostenibilità del comparto zootecnico.
Su questo versante, l’impegno del Sistema allevatori è evidente quando si pensa all’analisi Bhb, che vede il Veneto tra le prime regioni ad effettuare questo importante esame per predire la vacca in chetosi sub-clinica e l’Iac (Indice di attitudine casearia), la capacità del latte di fare formaggio. E non meno importante è l’analisi delle “cellule differenziali”, fondamentale per ridurre le mastiti e l’uso di farmaci nelle stalle.
La tecnologia, realizzata anzitutto nell’interesse di imprese e consumatori, è strategica, quindi, per crescere in qualità e realizzare produzioni d’eccellenza.
Il Sistema allevatori ha messo a disposizione il software SI@lleva, che è uno strumento fondamentale e indipendente che, assieme ai dati dei controlli funzionali aiuta a conoscere lo stato di salute della stalla e della gestione della medesima. Questo gestionale è un’introduzione geniale, non soltanto per gli allevatori e l’efficientamento delle stalle, ma per la stessa tracciabilità del prodotto e per il fatto che, in Veneto, sburocratizza totalmente l’anagrafe bovina e la gestione del mod. IV elettronico, collegandosi direttamente con la Banca dati regionale (Bdr).
Auspichiamo che a breve ci sia il collegamento anche con la Banca dati nazionale, per la tenuta della ricetta elettronica. È questo il passo reale e concreto che porterà alla completa sburocratizzazione delle pratiche zootecniche.
I dati rilevati, di proprietà dell’allevatore, sono utili all’analisi della produzione e rappresentano un sistema di tracciabilità infallibile. Basta solo la volontà. Serve con urgenza una legge, quindi, per far sì che la tracciabilità sia effettivamente operativa. Il Sistema allevatori attende con fiducia una simile decisione istituzionale, per crescere fino in fondo nel segno della qualità e tutelare i cittadini rendendo davvero trasparente la filiera.

Nella foto in alto: Floriano De Franceschi durante un incontro dell'associazione.

 

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