Trevalli Cooperlat: acquisito Migali il marchio di mozzarelle del Gruppo Ambrosi

Trevalli Cooperlat
Consolidare il mercato, in particolare nella dorsale Adriatica e garantire un reddito soddisfacente agli allevatori sono gli obiettivi principali di Pietro Cotellessa, il nuovo presidente del gruppo Trevalli Cooperlat

Si inaugura con una importante acquisizione la nuova presidenza del gruppo Trevalli Cooperlat: all’indomani dell’insediamento, avvenuto a fine giugno, al vertice di Pietro Cotellessa (nella foto), la terza realtà della cooperazione nel mondo del latte ha aggiunto alla sua offerta Migali, storico marchio veneto di mozzarelle del Gruppo Ambrosi.Trevalli Cooperlat
«Del resto – ha spiegato il neo presidente – è impensabile rimanere fermi. Bisogna continuamente allargare il raggio d’azione e consolidare il mercato». Con un occhio speciale alla dorsale Adriatica, dove il Gruppo punta a conquistare la leadership.

Sarà proprio questa una delle prerogative della nuova presidenza, insieme a quella di rafforzare il rapporto con i soci, razionalizzare e migliorare linee e processi produttivi ed ampliare la gamma di prodotti ad alto valore aggiunto, con riguardo anche alla territorialità.
Tutte scelte, ha tenuto a sottolineare il presidente, in continuità con la precedente gestione. «La squadra non è cambiata (ndr, l’ex presidente, Paolo Fabiani, è l’attuale vicepresidente): non credo nell’idea di un uomo solo al vertice, è importante il lavoro comune. Gli ultimi tre esercizi di Cooperlat sono stati caratterizzati da risultati di gestione e di bilancio sicuramente positivi, che hanno permesso di liquidare prezzi di conferimento della materia prima fra le migliori quotazioni del mercato».

«Sosteniamo gli allevatori e le zone marginali» 

Il tema del reddito degli allevatori non può essere del resto questione secondaria: Cotellessa, abruzzese, classe 1950, viene dal mondo dell’imprenditoria agricola e la sua nomina è stata già di per sé un segnale per i produttori. «Cercheremo di garantire un reddito soddisfacente – spiega Cotellessa – rispettando il mercato e cercando di liquidare anche qualcosa in più. A tal proposito, sarebbe prevista la rielaborazione del regolamento di conferimento dei soci per meglio adattarlo alla storia di Cooperlat e alle evoluzioni del contesto».
La recente acquisizione di Migali farebbe inoltre intravedere un incremento dei volumi del latte conferito (attualmente 200 milioni di litri circa, di cui il 75% dai soci). «Negli anni – ha puntualizzato Cotellessa – il quantitativo di latte conferito dai soci è aumentato, anche perché molte aziende si sono specializzate e messe all’avanguardia».
La dimensione media dell’azienda che conferisce latte è di circa 300-400 capi, ma nell’universo Cooperlat orbitano realtà di grandi dimensioni (specialmente in Lombardia, Piemonte e Veneto) e realtà più piccole, con 30-40 capi, che operano in zone marginali.
«La storia di Trevalli Cooperlat aiuta a comprendere: siamo una realtà industriale con un forte legame con il territorio. Questa duplice anima è la nostra forza ed il nostro impegno è tutelarla».
Su questo fronte il Gruppo, che ha previsto nel piano industriale un apposito sostegno alle realtà colpite dal recente sisma, ha avviato un progetto per le aziende che operano in aree montane e in alta collina al fine di migliorare le condizioni di operatività degli stabilimenti di Amandola e Montemaggiore, che dovranno orientarsi sempre più verso prodotti di qualità (dop, stg) con un forte legame con il territorio.

Valorizziamo i prodotti tipici

La valorizzazione dei prodotti tipici è uno dei tre asset della strategia commerciale del Gruppo nel prossimo triennio, insieme al rafforzamento dei prodotti caseari e soprattutto dei cosiddetti “speciali”.
«Si tratta di prodotti ad alto valore tecnologico e con forte marginalità: le panne (da cucina, spray, da montare) e la besciamella (40 mln di fatturato complessivo), i dessert (3,5 mln), la panna vegetale (oltre 57 mln), i prodotti a base di soia (2,2 mln). Si tratta di un segmento estremamente dinamico che prevediamo di allargare, aumentando l’offerta di prodotti, anche per andare incontro alle richieste di un consumatore sempre più esigente».
Sul fronte caseario la strategia prevede la valorizzazione dei prodotti esistenti e soprattutto lo sviluppo delle paste filanti destinate ai settori cucina e professionale.
Infine sulla tipicità ed il legame con il territorio, oltre agli investimenti sui formaggi (Casciotta di Urbino - il formaggio di Michelangelo, il Fossa, la mozzarella stg), ci sono buone prospettive per il latte Qm (marchio Qualità della Regione Marche) e per il marchio Piemunto (Piemonte), che garantiscono all’allevatore un’integrazione di 15 centesimi al litro. Nel complesso però il segmento del latte fresco è in lieve flessione.

Trevalli Cooperlat

 

Attenzione al mercato internazionale

Per concludere un occhio al mercato internazionale, che nel complesso vale il 20% del fatturato complessivo, dove le recenti svolte protezionistiche sembrano per ora non aver avuto conseguenze: «esportiamo soprattutto i prodotti speciali in 58 Paesi, in particolare nell’area balcanica (Grecia e Turchia), in Corea, Svizzera, Israele e nei Paesi arabi, anche grazie alle certificazioni Halal e Kosher. Per ora le prospettive sono favorevoli, anche perché non abbiamo particolari sbocchi al di là dell’oceano o in Gran Bretagna, ma è chiaro che le politiche di chiusura non fanno bene al mercato».

I numeri di Trevalli Cooperlat

Anno di fondazione: Trevalli Cooperlat nasce nel 1982 su iniziativa della Confcooperative Marche. Nei tre anni seguenti si assiste all'acquisizione da parte dei nove soci fondatori (cooperative zootecniche e caseifici sociali) di Clamy-TreValli S.p.A. di Jesi, azienda nata nel 1958 e leader nel settore latte e prodotti speciali derivati.
Produttori: 11 cooperative per circa 1000 produttori associati (dimensione media azienda 3-400 capi) in 6 Regioni (Marche, Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna).
Fatturato totale 2017: 215 milioni di euro.
Fatturato export 2017: 37,8 milioni.
Addetti diretti di gruppo: 429 unità totali di cui 301 unità per Cooperlat, 115 unità per Fattorie Marchigiane e 13 per Abit Piemonte.
Addetti diretti nelle Marche: 387 unità totali di cui 272 unità per Cooperlat e 115 unità per Fattorie Marchigiane.
Stabilimenti produttivi in Italia: Jesi, Amandola, Colli al Metauro, Grugliasco.
Stabilimenti produttivi all’estero: quota di partecipazione società Torre Cooperlat in Grecia.

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