Quote latte , il Mipaaf: restituzioni per 96,89 milioni di euro a oltre 10 mila aziende

Il ministro Martina: 1.266 aziende in più ammesse a compensazione con il nostro decreto agricoltura. Sempre il Mipaaf: l’importo complessivo del prelievo ammonta a 103,71 milioni di euro

di Orlando Fortunato

 

Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali ha reso noto che Agea ha provveduto alla quantificazione delle restituzioni dovute agli allevatori a seguito della definizione del prelievo nazionale da corrispondere all’Unione Europea per il superamento delle quote latte per l'ultima campagna. In base ai calcoli secondo i parametri della normativa europea la produzione di latte è stata pari a 11.000.841,389 tonnellate, sulla base della quale è stato calcolato l'esubero nazionale.

"Grazie all'intervento stabilito a luglio con il decreto agricoltura - ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina - abbiamo restituito oltre 19 milioni di euro a 1266 allevatori, che in base ai vecchi parametri di compensazione della Legge Zaia del 2009 sarebbero stati esclusi. In complesso sono state oltre 10 mila le aziende che beneficiano delle compensazioni per un importo totale di quasi 97 milioni di euro. Il resto dei prelievi che non è stato possibile compensare, sempre in base ai criteri definiti dalla Legge Zaia, andrà a finanziare ulteriori interventi per il settore lattiero, in questa fase delicata del dopo quote. Continuiamo a lavorare per la tutela del reddito dei nostri allevatori, anche in vista del Consiglio Ue straordinario del 7 settembre dove chiederemo all'Europa nuove misure a sostegno del settore".

ESUBERO NAZIONALE 2014/2015: 115 MILA TONNELLATE

L’esubero nazionale è stato pari a 115.206,57 tonnellate.

A questo esubero hanno contribuito individualmente 10.879 aziende che hanno prodotto oltre la propria quota per un quantitativo pari a 721.213,48 tonnellate, mentre 19.649 aziende sono risultate senza esubero, con una quota non commercializzata di 286.265,97 tonnellate.

La parte degli esuberi individuali che supera l’esubero nazionale confermato è stata dunque pari a 606.006,91 tonnellate.

RESTITUZIONE PER 96,89 MILIONI DI EURO A 10.126 AZIENDE

Le operazioni di restituzione hanno complessivamente interessato 10.126 aziende, per un prelievo corrispondente ad un esubero pari a 348.553,949 tonnellate, per un importo pari a 96,89 milioni di euro.

I CRITERI DELLA RESTITUZIONE IN BASE AL NUOVO DECRETO AGRICOLTURA: 1266 AZIENDE IN PIÙ AMMESSE A COMPENSAZIONE

Questo è il quantitativo massimo per il quale è possibile non confermare il pagamento del prelievo e che è stato distribuito secondo le priorità previste dal nuovo "decreto agricoltura" a beneficio, cioè, delle aziende in regola con il versamento del prelievo mensile che:

  1. sono titolari di quota e sono ubicate in zona montana, per l’intero esubero realizzato. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 3.410 con un esubero pari a 93.964,379 tonnellate.
  2. sono titolari di quota e sono ubicate in zone svantaggiate per l’intero esubero realizzato. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 622, con un esubero pari a 14.022,989 tonnellate.
  3. hanno subito, da parte della autorità sanitaria competente, il blocco della movimentazione dei capi per almeno 90 giorni nell’arco della campagna. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 46, con un esubero pari a 311,918 tonnellate; la restituzione, effettuata nei limiti del 20% della quota disponibile, è pari a 246,326 tonnellate.
  4. non hanno superato il livello produttivo 2007/2008. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 906 con un esubero complessivo pari a 42.456,674 tonnellate.
  5. non hanno superato di oltre il 6% il proprio quantitativo disponibile. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 3.878 con un esubero complessivo pari a 129.147,703 tonnellate.
  6. hanno superato di oltre il 6% e fino al 12% il proprio quantitativo disponibile. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 651, con un esubero pari a 54.101,065 tonnellate; la restituzione, effettuata nei limiti del 6% della quota disponibile, è pari a 37.709,473 tonnellate.
  7. hanno superato di oltre il 12% e fino al 30% il proprio quantitativo disponibile. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 416, con un esubero pari a 71.054,864 tonnellate; la restituzione, effettuata nei limiti del 6% della quota disponibile, è pari a 23.127,088 tonnellate.
  8. hanno superato di oltre il 30% e fino al 50% il proprio quantitativo disponibile. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 99, con un esubero pari a 30.371,930 tonnellate; la restituzione, effettuata nei limiti del 6% della quota disponibile, è pari a 5.002,889 tonnellate.
  9. hanno superato di oltre il 50% il proprio quantitativo disponibile. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 100, con un esubero pari a 44.810,529 tonnellate; la restituzione, effettuata nei limiti del 6% della quota disponibile, è pari a 2.876,428 tonnellate.

I CASI DI ESCLUSIONE

Inoltre, per effetto della legge 33/2009, non si procede neanche ad annullare la richiesta di prelievo nei confronti dei produttori non in regola con i versamenti mensili. A seguito dei calcoli eseguiti restano confermate 372.659,535 tonnellate di esubero, realizzate da 2.040 aziende che:

  1. non sono risultate in regola con il versamento mensile del prelievo. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 678, per un esubero pari a 229.614,885 tonnellate;
  2. pur essendo in regola con i versamenti mensili, hanno superato sia il livello produttivo della campagna 2007/2008 che il 106% della quota disponibile (ed hanno pertanto avuto diritto alla restituzione entro il 6% della quota disponibile). Le aziende in questa situazione sono risultate essere 1.266 per un esubero pari a 200.338,388 tonnellate, di cui viene confermato il prelievo corrispondente a 131.622,51 tonnellate;
  3. non hanno subìto l’imputazione del prelievo mensile a causa di una omissione nelle dichiarazioni mensili di consegna (accertata dalle Regioni) o per effetto del trasferimento di quota non disponibile in quanto già utilizzata attraverso consegne di latte già dichiarate. Le aziende in questa situazione sono risultate essere 96, per un esubero pari 11.422,14 tonnellate.

LA RIPARTIZIONE DEL PRELIEVO CONFERMATO

L’importo complessivo del prelievo confermato ammonta a 103,71 milioni di euro. Questo importo risulta così ripartito:

- 30,53 milioni di euro sono pagati alla Ue per il superamento della quota nazionale;

- 1,53 milioni di euro sono accantonati ai sensi della legge 119/03;

- 71,65 milioni di euro, una volta effettivamente incassati, saranno destinati al Fondo per gli interventi nel settore lattiero-caseario istituito presso il Mipaaf, ai sensi della legge 33/2009.

CRITICO L'ASSESSORE VENETO

Fin qui la comunicazione ufficiale del Mipaaf. Agli atti però c'è da aggiungere anche un paio di commenti tutt'altro che benevoli, entrambi provenienti da assessori regionali all'agricoltura.

Il primo intervento è dell'assessore veneto Giuseppe Pan, che parla di "stangata letale". "Doveva essere l’ultimo anno delle multe ai produttori per lo splafonamento delle quote latte imposte dalla Ue - comunica - ma per le stalle venete è in arrivo un’altra batosta: il prelievo imposto dal Ministero per le politiche agricole supera di almeno tre volte la multa da pagare a Bruxelles".

"Il ministero per le Politiche agricole - ricostruisce Pan - ha emanato un decreto che stabilisce la quota da pagare per le aziende in esubero: in totale, su scala nazionale, il prelievo viene fissato in 103,7 milioni di euro. Di questi 30,5 saranno pagati alla Ue per il superamento della quota nazionale assegnata e 71,6 vengono destinati ad un fondo per interventi nel settore lattiero-caseario.  Al danno si somma la beffa: perché i produttori devono pagare un prelievo che supera di tre volte la multa e non ricevere, in cambio, alcun intervento di sostegno ad un settore da anni in forte crisi e penalizzato da politiche di prezzi e ricavi decrescenti?”

Il Veneto, ricorda Pan, è il secondo produttore di latte in Italia, dopo la Lombardia, con oltre 3.300 aziende e 1.150.000 tonnellate, che valgono il 12% della produzione nazionale. “Un bel regalo di Ferragosto ci arriva da Roma - commenta l'assessore - Il Mipaf fissa gli importi complessivi delle multe da riscuotere, manda la lettera alle Regioni e abbandona i produttori,  facendo addirittura vanto di voler impegnare i soldi incassati per interventi a sostegno del settore. In realtà, così facendo, sta contribuendo ad affossare un sistema già fortemente in crisi”.

“Contesto metodo e merito del decreto ministeriale – conclude l’assessore – e chiederò alla Giunta veneta di opporre un netto rifiuto alla richiesta di Roma di fare da esattore di un contestato e discutibile sistema sanzionatorio. Sono già in contatto con i miei colleghi di Lombardia ed Emilia e siamo intenzionati a fare squadra contro un prelievo ingiustificato e sproporzionato e fare pressioni perchè il ministro Martina tuteli meglio il lavoro e le ragioni degli allevatori italiani al prossimo Consiglio Ue del 7 settembre. Per gli allevatori l’ultimo anno di multe rischia di diventare una stangata letale”.

CRITICO ANCHE QUELLO LOMBARDO

Il secondo intervento critico è dell'assessore lombardo all'agricoltura, Gianni Fava: “Il governo sulle multe latte sta giocando sporco, come avevo previsto da tempo, estorcendo di fatto denaro agli allevatori e fingendo poi di aiutarli in un Fondo per la zootecnia che finirà col cedere qualche briciola ad aziende ridotte al lumicino. Un’uscita più tragica da un regime liberticida come quello delle quote non si poteva immaginare, per quanto io stesso anche nelle scorse settimane avevo anticipato questa soluzione distorta, che solo un ministero di burocrati poteva partorire”.

“Quando leggo le dichiarazioni entusiastiche di qualche soggetto di cui dubito la buona fede, rispetto agli interventi del ministero a favore della zootecnia - continua Fava - ammetto di essere assalito dallo sconforto. Sono mesi che denuncio il fatto che qualcuno a Roma, non credo direttamente il ministro visto la sua cronica latitanza, sta cercando di far cassa sulla pelle degli allevatori lombardi. Pensano di far cassa spolpando una categoria ormai esangue e poi raccontano anche di volerla sostenere con gli stessi soldi estorti un modo arbitrario. Qualcuno, prima o poi, dovrà riconoscerlo”.

La preoccupazione di Fava per il settore lattiero, che in Lombardia pesa per circa il 45% del totale nazionale, è molto forte: “In Lombardia solo il sistema delle cooperative ha avuto la responsabilità, insieme alla rappresentanza agricola, di applicare un nuovo metodo di indicizzazione del prezzo del latte, finalizzato a valorizzare il sistema delle dop, mentre il governo per ora ha annunciato misure che, come ampiamente previsto, riciclano i soldi del super-prelievo, cioè degli allevatori. E questa è la soluzione più rapida per far chiudere le stalle del Nord e dire addio a un altro pezzo importante del Made in Italy agroalimentare”.

La restituzione di 96,89 milioni di euro a 10.126 aziende agricole, conclude Fava, "conferma tanto i numeri quanto l’iniquità della misura del super-prelievo di Agea in un momento così difficile per i produttori. Comprendo il nervosismo dei burocrati del Mipaaf, ma in un simile frangente e con dati così evidenti sarebbe stato meglio il silenzio. Invece, con un comunicato dal sapore ragionieristico non fanno altro che confermare i dubbi che la Lombardia aveva sollevato da tempi non sospetti, e cioè che il tanto sbandierato piano per la zootecnia si fondava sulle risorse raggranellate nelle tasche degli allevatori”.

 

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