Quote latte, conferma Ue, l’Italia pagherà 30 milioni

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Cinque altri paesi membri, però, hanno sanzioni ben superiori. Il denaro riscosso da Bruxelles andrà a finanziare il famoso fondo di 500 milioni

Sulle quote latte l’Italia deve pagare 30,535 milioni di euro per lo splafonamento di 109.721 t. nella scorsa campagna, la 2014/2015. È la Commissione Ue a comunicarlo, confermando i conteggi già effettuati dall’Italia nei mesi scorsi.

A questo punto, tutti i paesi europei coinvolti nel superamento delle quote dovranno versare quanto dovuto entro il prossimo 30 novembre. Tra l’altro, il denaro che complessivamente verrà riscosso da Bruxelles servirà per finanziare il piano da 500 milioni di euro a favore del comparto lattiero continentale approvato dal Consiglio europeo lo scorso 15 settembre.

Così, dopo cinque annate senza multe e proprio in questa ultima campagna del regime delle quote latte, ufficialmente cessato lo scorso 31 marzo, l’Italia tornerà a pagare una sanzione per il mancato rispetto del quantitativo di riferimento nazionale. Ma sarà in affollata compagnia (vedi box).

Ma il vero esborso è di 103

Come noto, i produttori italiani sono però chiamati a pagare un conto ben più salato dei 30,535 milioni di euro dovuti alla Ue. E questo per effetto dei conteggi di fine annata effettuati applicando le norme specifiche italiane in materia (legge 33 del 2009, la cosiddetta legge Zaia, solo in parte modificata da un recente decreto del Governo Renzi, poi convertito dalla legge 91/2015). Addirittura si tratta di 103,71 milioni di euro comminati a poco più di duemila stalle.

Infatti la somma dei superamenti individuali (cioè di ogni azienda) è stata alta: 721mila t. (dati Agea). E siccome vige la trattenuta mensile man mano che si splafona, nelle casse dei primi acquirenti si sono sommati oltre 200 milioni di euro.

In teoria, la differenza tra quanto trattenuto nel corso dell’anno e quanto alla fine effettivamente dovuto all’Ue potrebbe essere restituita ai produttori di latte. Ma per effetto delle leggi vigenti nel nostro Paese, e per ragioni storiche dovute anche alla burrascosa vicenda italica sulle quote, molti allevatori vengono esclusi dal beneficio della restituzione. Per questo, applicando la legge, vengono lasciate fuori dalla restituzione del prelievo oltre 370mila tonnellate di latte; per una sanzione complessiva appunto che supera i 103 milioni di euro.

Il grosso di questa somma, circa 71 milioni di euro, andrà a finanziare le diverse misure a sostegno dello stesso comparto lattiero italiano, messe in campo in questi mesi dal ministro Maurizio Martina. Sempre se e quando questo denaro verrà effettivamente incassato dallo Stato, l’annosa vicenda passata delle quote latte in Italia non fa ben sperare.

 

GERMANIA 309, POLONIA 161, OLANDA 135

Sono undici i Paesi Ue che hanno prodotto oltre il dovuto in “quota consegne”, per un totale di quasi 3 milioni di tonnellate e circa 818 milioni di euro di sanzioni. La maggior parte dei quali a carico dei produttori tedeschi.

La Germania infatti ha sforato la quota del 3,7% e verserà all’Ue 309 milioni di euro, seguita dalla Polonia con 161,5 milioni (+5,8%) e dall’Olanda con 135,2 milioni (+4,1%). In questa classifica si piazzano poi l’Irlanda con 71 milioni (+4,4%) e l’Austria con 44,6 milioni (+5,5%).

Troviamo quindi l’Italia con 30,535 milioni (+1% oltre la sua quota di produzione), seguita da Danimarca con 24,2 milioni (+1,8%) e Belgio con 21,8 milioni (+2,2%). Inoltre con, splafonamenti minori, incontriamo Spagna, Lussemburgo, Estonia e Cipro. Infine Belgio e Olanda hanno superato la quota “vendite dirette”.

In considerazione della grave crisi che attanaglia la produzione di latte in tutta Europa, e del fatto che si tratta dell’ultimo anno di applicazione del regime del prelievo, l’Ue ha poi concesso la rateizzazione delle multe in tre annualità senza interessi. Un’opzione data agli stati membri e che l’Italia ha prontamente scelto di applicare.

 

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