La strategia aziendale «misurare per conoscere»

Claudio Destro direttore generale di Maccarese spa.
A dirlo è Claudio Destro, direttore dell’azienda romana Maccarese, che grazie a innovazione e sviluppo, ricerca, qualità delle produzioni, benessere degli animali e dei propri dipendenti, da anni riesce a essere competitiva sul mercato

Il progressivo mutamento degli scenari economici, climatici, alimentari, in cui si muovono le aziende agricole e zootecniche oggi, costringe le stesse ad adeguare la propria organizzazione e gestione aziendale al fine di migliorare la propria affermazione produttiva e reddituale.
L’azienda Maccarese spa, di Maccarese – Fiumicino (Rm) è un esempio virtuoso di adattatività a tale gioco di equilibri. L’azienda negli anni ha sempre aumentato la propria produzione arrivando a produrre oggi mediamente 15,5 milioni di litri di latte annui per un fatturato di circa 14 milioni di euro l’anno.

Abbiamo chiesto a Claudio Destro, direttore generale di Maccarese spa, quali sono le decisioni strategiche messe in campo dalla società nell’ambito della gestione aziendale.
«La strategia chiave è: fare continui investimenti. Mutamento climatico e discesa dei prezzi di vendita – ha precisato Destro – ci hanno imposto lo sviluppo e l’aggiornamento dei sistemi di irrigazione in campagna con notevoli investimenti compiuti negli ultimi anni, mentre in stalla, dall’anno scorso, abbiamo introdotto la terza mungitura che ha prodotto complessivamente un +8% di latte. Per realizzare ciò abbiamo dovuto ristrutturare e rivisitare la sala mungitura che era stata costruita nel 2003 e modificare di conseguenza gli ingressi degli animali per renderli più agevoli e veloci. Inoltre, abbiamo ulteriormente investito sul benessere delle bovine togliendo i materassi dalle cuccette per far posto al separato, proveniente dall’impianto di biogas, che viene introdotto a giorni alterni, e continuiamo a installare ventilatori e impianto di raffrescamento in tutte le stalle con l’obiettivo di produrre la stessa quantità di latte tutto l’anno. È oramai assodato che per produrre di più bisogna migliorare il benessere degli animali riducendo direttamente anche l’utilizzo degli antibiotici, soddisfacendo così anche il risparmio aziendale e la volontà dei consumatori».

Quanto contano le innovazioni tecnologiche, unite alla specializzazione delle competenze professionali, nell’affrontare tali mutamenti? In tal senso, quali gli investimenti di Maccarese spa? E quali i diretti risultati in campo?
«Continuo a dire in tutte le sedi che la crescita e quindi il successo delle aziende risiede nella loro capacità di formare il personale e rendere il posto di lavoro un ambiente confortevole. Per questo Maccarese si avvale di docenti universitari o tecnici di dichiarata fama per svolgere in azienda i corsi di formazione, alcuni anche finanziati da Enti preposti. Il benessere prima che per gli animali deve essere per il personale ha puntualizzato Destro -. A Maccarese, in linea con questa filosofia aziendale, concediamo prestiti personali ai dipendenti e forniamo loro le abitazioni, se ne hanno bisogno, e, ovviamente, li dotiamo di tutti i mezzi di lavoro a norma al fine di ridurre al minimo il rischio di infortuni. Sono tre anni che la società gode di esonero contributivo Inail perché non denuncia infortuni. Questo è un importante traguardo per la nostra gestione aziendale. Ultimamente stiamo assumendo in azienda giovani periti agrari che sono molto ricettivi all’utilizzo della tecnologia introdotta di recente in campagna quali, guide automatiche sui trattori, semine e concimazioni a rateo variabile e diserbo tele gestito. Sempre nell’ambito dell’innovazione aziendale, abbiamo georeferenziato l’azienda e dotato la trincia di sistema Nir per analizzare i foraggi che raccogliamo.

 Allevamento
Allevamento dell'Azienda agricola Maccarese di Fiumicino (Roma)

‘Misurare per conoscere’ è il nostro motto e più spingiamo in questa direzione più ci rendiamo conto che rappresenta il futuro, se si vuole stare sul mercato. Oggi – ha continuato Destro – i risparmi sono derivati dallo sbagliare il meno possibile, la somma di tanti piccoli errori produce un ingente risparmio. Quest’anno abbiamo analizzato in entrata tutto il ceroso di mais proveniente dai 900 ettari raccolti in termini di s.s. (sostanza secca), amido e digeribilità. E ancora, abbiamo realizzato un software nel quale abbiamo sovrapposto le analisi del mais, varietà, tipo di irrigazione e concimazione ed è emerso che le scelte colturali non vanno fatte in funzione dell’ibrido che produce di più, bensì di quello che dà più amido per ettaro. Noi puntiamo su agricoltura e zootecnia di precisione non esasperata ma equilibrata e sensata, per conoscere e migliorare le performance aziendali; sono pratiche costose ma imprescindibili».

Quanti sono i costi aziendali sostenuti da Maccarese per l’innovazione tecnologica e questi sono poi coperti dai ricavi?
«Oggi l’introduzione delle nuove tecnologie nelle aziende è ancora limitata per i costi alti da sostenere in un momento in cui il settore non gode di ottima salute. A Maccarese – ha spiegato Destro – abbiamo fatto questa scelta da alcuni anni e ogni anno investiamo circa 600 mila euro solo per il rinnovo delle macchine e attrezzi e l’ammodernamento delle stalle.

In alcuni anni quando bisogna intervenire sulle strutture spendiamo anche di più. Ci rendiamo conto che se risparmiassimo in tecnologie non potremmo essere competitivi in termini di ricavi aziendali, perché col trattore vecchio non puoi essere tempestivo e con la stalla fatiscente non puoi eccellere nella produzione. Comprendo però che la maggior parte delle aziende non può replicare il nostro operato e per questo ritengo che nei conti aziendali bisogna sempre considerare la quota di ammortamento perché è quella che ti consente, accantonandola, di sostenere gli investimenti. Nella gestione aziendale non si può dichiarare a esempio che il costo litro latte è di 0,36 e poi dimenticare di indicare gli ammortamenti, gli oneri finanziari e magari la manodopera famigliare, perché raffigurato così determina un’immagine distorta e ingannevole di quello che è realmente il costo effettivo».

Quale il fatturato dell’azienda?
«Nel 2016 – ha risposto Destro – abbiamo prodotto 14 milioni di litri latte con un incremento sull’anno precedente del 20%. L’anno scorso, per effetto dell’introduzione della terza mungitura siamo saliti a 15,5 milioni e quest’anno abbiamo indicato in budget di produrre 16 milioni di euro. Fatturiamo con la campagna e gli impianti di biogas circa 14 milioni di euro e da alcuni anni siamo in utile dopo avere ammortizzato una quota di circa 2 milioni di euro l’anno».
Per estensione e numeri Maccarese può definirsi fulcro del progresso economico-sociale di un territorio, cosa significa concretamente per un’azienda essere anche un modello di crescita territoriale?
«A fianco al bilancio economico, coscienti di rappresentare un territorio – ha detto Destro -, teniamo anche un bilancio sociale che è rappresentato da una moltitudine di servizi che svolgiamo per il Comune. Servizi che vanno dalla conservazione della piazza al taglio delle siepi, della pista ciclabile, alla manutenzione delle rotonde, alla realizzazione di feste locali ed eventi al castello di nostra proprietà per allietare le serate agli abitanti. Poi, come spesso accade, sosteniamo le attività sportive e la manutenzione di qualche campetto di calcio o palestra delle scuole locali».
Qualità, sicurezza delle produzioni, benessere animale, sostenibilità ambientale, sono tutti temi caldissimi, in particolare per il settore zootecnico, come vanno affrontate dal punto di vista aziendale?
«Oggi come agricoltori e allevatori sentiamo tutti parlare di benessere animale e sostenibilità ambientale quali requisiti maggiormente richiesti dal consumatore e a cui dover attenersi per collocare i nostri prodotti. Sono tutti temi che a Maccarese abbiamo sempre praticato, ma mai comunicato perché per noi scontati. Non ho mai incontrato allevatori che trattassero male le proprie vacche, come non ho mai visto maltrattare l’ambiente dagli agricoltori che ne sono i custodi per antonomasia. Noi allevatori e agricoltori dobbiamo fare squadra, comunicare in modo adeguato e appropriato come e in che modo produciamo per informare e rassicurare il consumatore che la sicurezza alimentare la trova nel suo Paese e per questo deve consumare il prodotto nazionale. Dobbiamo ritrovare l’orgoglio di essere italiani, senza criminalizzare chi lavora dalla mattina alla sera per fornire il cibo quotidiano, che molte volte non ottiene neppure il giusto valore come dovrebbe».
Una battuta sul Laboratorio standard del latte. Qual è la sua principale finalità? E quale l’impegno di Maccarese in questo progetto?
«La realizzazione del nuovo laboratorio standard latte dell’Associazione allevatori – ha risposto Destro – mira a incrementare le attività sul territorio al fine di creare posti di lavoro e afflusso di gente. Come Maccarese abbiamo ristrutturato un fabbricato di circa 1.000 metri quadrati con un investimento di circa 800 mila euro e l’abbiamo affittato all’Aia, che era già in una nostra struttura adiacente molto più piccola e poco funzionale. Grazie a questo edificio che dispone di una capiente sala riunione l’Aia potrà organizzare corsi di formazione per tecnici e allevatori e noi saremo lieti di mettere a disposizione la stalla per le esercitazioni pratiche. La vicinanza con Bioversity, ente collegato alla Fao, che studia la biodiversità vegetale, potrà rappresentare un’opportunità di sinergia e integrazione con l’Aia che da sempre si occupa di biodiversità animale».

Leggi l’articolo completo su Informatore Zootecnico n. 5/2018

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