Riconoscimento delle Op, sei mesi di tempo per contratti e programmazione produttiva

Strasburgo vara il «modello latte»

L’assemblea plenaria approva a larghissima maggioranza il pacchetto di misure anticrisi per il settore

Con il via libera arrivato mercoledì scorso a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo il settore lattiero-caseario si dota di un nuovo modello di interprofessione.
Contratti scritti, possibilità per le Op di negoziare il prezzo per conto dei propri soci e, soprattutto, l’attesa autorizzazione a programmare la produzione per i formaggi Dop. La prima riforma varata con la nuova procedura di co-decisione introdotta dal trattato di Lisbona fuga anche i dubbi di chi temeva che i tempi dell’Europarlamento potessero paralizzare l’attività comunitaria. «Questo voto dimostra invece – ha commentato il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento Ue, Paolo De Castro – che la nuova procedura ci permette di migliorare in modo sostanziale le proposte della Commissione ». In effetti il passaggio parlamentare è risultato decisivo per inserire nel pacchetto il controllo dell’offerta dei formaggi Dop, bocciato in un primo momento dai ministri Ue. «Una novità di portata storica – ha aggiunto De Castro – che, in una fase di forte e prolungata volatilità dei mercati, assume un significato strategico». Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha ringraziato De Castro per aver contribuito a «un grande successo negoziale, che consentirà di limitare le forti oscillazioni dei listini che negli ultimi anni hanno danneggiato agricoltori e consumatori».
La riforma, in mancanza di aiuti finanziari, punta tutto sul nuovo modello di agricoltura contrattualizzata, rafforzando di fatto il potere negoziale degli allevatori, oltre che sulla gestione dell’offerta per mantenere prezzi remunerativi, a vantaggio di alcune produzioni chiave come Parmigiano reggiano e Grana padano.
Su alcuni passaggi però non mancano le perplessità. In particolare, sulla norma che prevede la possibilità per le organizzazioni di produttori (Op), in deroga alle regole comunitarie sulla concorrenza, di contrattare il prezzo per conto dei propri soci, fino a un massimo del 33% del mercato nazionale (il 45% nei paesi con una produzione inferiore a 500mila tonnellate) o, comunque, il 3,5% della produzione totale Ue. Secondo Assolatte sarebbe stato meglio fissare il limite in base al prodotto effettivamente soggetto a contrattazione, escludendo cioè la quota gestita attraverso il sistema cooperativo. Inoltre «poteva essere estesa la possibilità di definire prezzi di riferimento tramite accordi interprofessionali, sempre in deroga alle regole di concorrenza, per contrastare meglio la volatilità ».
Il presidente di Fedagri- Confcooperative, Maurizio Gardini, pur sottolineando che «la riforma va nella direzione giusta poiché conferisce maggiore potere contrattuale alla parte agricola e fa chiarezza sulla formazione dei prezzi», ha aggiunto che «restano tuttavia ancora alcuni problemi da risolvere, soprattutto in merito alla definizione delle organizzazioni dei produttori che, a un prima lettura del testo regolamentare, potrebbero essere costituite anche da soggetti che non detengono realmente la produzione dei propri soci. Disposizione questa che mal si concilia con il concetto di aggregazione da sempre voluto dalle organizzazioni cooperative europee».
La riforma introduce anche l’obbligo di stipulare contratti scritti per fissare in anticipo, rispetto al momento della consegna, prezzo, quantità e durata delle forniture. I paesi Ue potranno decidere se imporre o meno contratti obbligatori per le forniture di latte sul territorio nazionale.
Questi dovranno essere stipulati prima della fornitura e indicare il prezzo, le scadenze dei pagamenti e gli accordi sulla raccolta e la fornitura del latte. I singoli partner potranno anche decidere di introdurre una durata minima di almeno sei mesi per i contratti. Le regole su contratti e programmazione produttiva entreranno in vigore sei mesi dopo la pubblicazione del regolamento (prevista per marzo dopo la ratifica formale del Consiglio Ue), mentre la parte relativa al ruolo delle Op sarà subito operativa.

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