Quando lettiera e pavimenti ostacolano il benessere

Dalla Svezia e dagli Stati Uniti specialisti di salute animale sottolineano l’impatto della scelta dei materiali sul rischio di malattie a carico delle bovine da latte

La scelta dei materiali per la pavimentazione e le cuccette influisce in modo diretto sul benessere e sulla salute delle bovine e, indirettamente, sulle loro prestazioni produttive.

In occasione della Cow Longevity Conference, Christer Bergsten (professore in Biosystem and Technology presso la Swedish University of Agricultural Sciences, Svezia) ha presentato un intervento sul legame tra patologie delle bovine da latte e caratteristiche delle superfici di calpestio.

Una cattiva pavimentazione di tipo abrasivo o troppo dura provoca zoppia e lesioni a carico degli unghioni.

Se l’igiene viene trascurata, ad esempio per un insufficiente drenaggio di urina e feci, aumenta anche il rischio di zoppia di natura infettiva.

Una superficie morbida, come il pascolo o un pavimento in gomma, può ridurre di 10 volte la mortalità delle bovine.

Preferenza per il morbido

Secondo quanto riferito da Christer Bergsten, una pavimentazione in gomma è in grado di ridurre i casi di ulcere ed emorragie della suola. Le bovine, infatti, apprezzano una superficie morbida (nell’80% dei casi) e il risultato positivo osservato negli studi riportati è imputabile sia a un effetto benefico diretto su unghioni ed arti, sia al maggior tempo speso a stare sdraiate.

In caso di scarso comfort, dovuto alla superfici, al sovraffollamento o ad altre ragioni, le bovine trascorrono più tempo del dovuto in piedi, così il consumo degli unghioni e l’insorgenza di lesioni a carico dell’apparato locomotore aumentano.

In uno studio condotto su bovine alla prima lattazione, gli animali allevati su una pavimentazione piena in calcestruzzo hanno presentato casi di zoppia 3,5 volte più elevati rispetto ai soggetti che stabulavano su un pavimento in gomma a stecche.

Dopo il parto, le bovine stabulate su superfici arricchite con paglia presentavano meno lesioni podali gravi, rispetto a quelle che rimanevano su superfici più dure, in calcestruzzo o gomma.

Attenzione a scivoloni e sporcizia

Un pavimento in mastice d’asfalto può dare garanzie sulla sicurezza, perché non è sdrucciolevole ma risulta troppo duro ed abrasivo, consumando velocemente gli unghioni (figura 1).

La gomma non è abrasiva ma assicura un attrito sufficiente, poiché il piede affonda parzialmente nella superficie e viene compresso, a condizione che il pavimento non sia imbrattato da feci, liquami ed altri materiali.

La superficie in gomma piena non offre sufficienti garanzie di igiene, perché non assorbe l’umidità e diviene scivolosa e sporca se l’urina e le deiezioni non vengono rimosse regolarmente.

I continui lavaggi, tuttavia, rendono la superficie troppo umida e favoriscono la comparsa di patologie podali, come l’ulcera soleare (figura 2).

Il pavimento in gomma traforato consente un buon allontanamento della componente liquida, purché combaci con i fori del sottostante pavimento in calcestruzzo.

Un efficiente sistema di rimozione delle deiezioni solide è quindi necessario, per qualsiasi tipo di pavimentazione, per evitare che le bovine rimangano imbrattate, contraendo infezioni e portando la sporcizia in sala di mungitura.

(C. Bergsten, Walking and standing surfaces for longevity,, intervento alla Cow Longevity Conference, Hamra Farm, Svezia, 2013).

Il giusto grado di ruvidità

Jan K. Shearer (professore presso il dipartimento di Veterinary Diagnostic and Production Animal Medicine della Iowa State University, Usa) e Sarel R. Van Amstel (professore presso il Department of Large Animal Clinica Sciences, Università del Tennessee, Usa) riferiscono i danni che l’apparato locomotore delle bovine può subire, in base al tipo di pavimentazione non idoneo.

Una superficie in calcestruzzo nuova è più abrasiva di una vecchia e se il pavimento rimane bagnato, risulta l’83% più abrasivo di uno asciutto. Sul calcestruzzo, gli unghioni si logorano più velocemente di quanto possa ricrescere lo strato corneo e se la pavimentazione rimane umida in modo permanente, gli unghioni diventano più teneri, accelerando il processo di consumo.

Occorre calcolare in modo appropriato la larghezza delle scanalature, in qualsiasi tipo di pavimentazione, per favorire una distribuzione omogenea del peso e prevenire deformazioni e distorsioni.

Se le bovine sono costrette a compiere molti cambi di direzione e rotazioni nel corso di una normale giornata, a causa di una impropria progettazione delle strutture o del tipo di movimentazione sollecitata dal personale, le forze impresse dai movimenti aggravano il consumo degli unghioni su una superficie ruvida.

Il pavimento in gomma richiede invece degli accorgimenti per attenuarne la scivolosità, ad esempio con barre parallele, che devono avere una larghezza non superiore a 5 cm circa, per consentire una distribuzione uniforme del peso. La disposizione delle barre a “diamante” sembra più indicata nelle aree di intenso traffico.

Le bovine che devono affrontare una superficie scivolosa si muovono più lentamente, con passo più corti e spesso esitano o sono restie a deambulare, utilizzando poco le corsie di collegamento e rinunciando a frequentare alcune aree.

Nei punti giusti e pulito

La presenza di aree ricoperte da gomma può attrarre maggiormente le bovine, che preferiscono sostare e sdraiarsi in tali zone. Se la gomma viene posta solo in corrispondenza delle corsie di alimentazione, le bovine potrebbero sdraiarsi e bloccare l’accesso al cibo agli altri soggetti.

Un importante punto critico della gomma è la pulizia: occorre una rimozione costante dei materiali che possono renderla scivolosa, ma alcuni metodi meccanici possono provocare lo spostamento delle strisce di gomma, rendendo pericolosa la locomozione delle bovine.

Dal punto di vista sanitario, la combinazione tra un pavimento in gomma con barre disposte parallelamente e sistemi automatici di rimozione del letame riduce i casi di dermatite digitale su base infettiva.

Da vari studi condotti per confrontare calcestruzzo e gomma, la soluzione con gomma che ricopre tutte le aree sembra favorire la salute del piede bovino. Il calcestruzzo sembra esacerbare le condizioni preesistenti di erosione degli unghioni e fa aumentare la percentuale di nuovi casi di zoppia e di interventi terapeutici correttivi.

Una superficie troppo cedevole, tuttavia, non fa consumare adeguatamente gli unghioni e questi si ispessiscono e si deformano, in questo caso è preferibile fornire un’esposizione a breve termine a superfici molto abrasive.

(J. K. Shearer e S.R. Van Amstel, Effect of Flooring and Flooring Surfaces on Lameness Disorders in Dairy Cattle, intervento alla Western Dairy Management Conference, Nevada, Usa, 2007)

Nessun dorma?

Dan F. MacFarland, docente presso la Penn State Cooperative Extension (College of Agricultural Sciences in Pennsylvania, Usa) ed esperto in Cow Comfort, in un recente seminario ha ricordato che la progettazione delle cuccette influisce sulla produttività, specialmente se impedisce adeguati tempi di riposo.

Le bovine trascorrono tra le 10 e le 14 ore al giorno sdraiate e se ciò non è possibile, a causa dello scarso comfort delle superfici, possono sacrificare il tempo da dedicare all’alimentazione, assumendo poi il cibo in fretta. Questo comporta problemi di digestione e assimilazione, oltre a tempi di ruminazione ridotti, con negative conseguenze sulla produttività.

L’obiettivo di una buona progettazione delle cuccette è che la percentuale di bovine a riposo sia di circa l’85% o più, su tutte le bovine presenti in stalla (Cow Comfort Index) e che la percentuale di bovine sdraiate a riposo sia pari al 75% o più di tutte le bovine che non si stanno alimentando (Stall Use Index)

(Dan MacFarland, Troubleshooting Design-Based Cow Comfort, webinar della Penn StateCooperative Extension, Usa, gennaio 2015).

Meglio un materasso …

In un precedente seminario, MacFarland ha riportato che le bovine che non riposano a sufficienza presentano una più alta incidenza di malattie podali, come ulcere soleari, contusioni della suola, malattia della linea bianca e ascessi plantari.

Assieme agli errori di progettazione nella forma e dimensione delle cuccette, il materiale di copertura può compromettere il comfort.

Un materiale ideale dovrebbe drenare i liquidi e rimanere asciutto in superficie, inibire o mantenere bassa la carica microbica, fornire una superficie confortevole, resistere alle forze di compattazione, prevenire le lesioni e lasciare pulita la bovina. Il materassino composto da più strati (gomma, schiuma, acqua, gel) non ha dato ottimi risultati: secondo uno studio, le bovine trascorrevano quasi due ore in più sdraiate nelle cuccette con sabbia, rispetto alle bovine che avevano a disposizione il materassino.

In un’altra indagine, le lesioni a carico degli arti erano più numerose e gravi nelle bovine con materassino nella cuccetta, rispetto a quelle che avevano a disposizione una lettiera in sabbia.

… o un letto di sabbia?

La sabbia sembra un materiale eccellente sia per la cedevolezza sia per l’aderenza che offre, ma necessita di manutenzione per mantenere uno spessore adeguato in tutta l’area di riposo e per non essere dispersa.

Le bovine trascorrono in cuccetta 12 minuti in più per ogni kg di sabbia aggiunto, altri 10 minuti per ogni cm di spessore in più.

La sabbia deve essere rinnovata periodicamente, per prevenire l’accumulo di feci e urine e la proliferazione batterica.

Tra gli svantaggi che la sabbia presenta, MacFarland sottolinea l’abrasività, l’infiltrazione e l’intasamento dei filtri, la possibilità di essere ingerita dagli animali e di contaminare l’acqua di bevanda e il latte, di aderire a parti della bovina ed essere trasportata fuori dall’area di riposo.

Il calcare macinato ha aspetti simili alla sabbia, è più fine e si compatta più facilmente, ma può alterare il pH del terreno dove viene disperso.

Il gesso (solfato di calcio) è assorbente, non ha proprietà caustiche ma a contatto con le deiezioni può liberare acido solforico. Alcuni materiali inorganici vengono riciclati, dopo un processo di pulizia, per limitare i costi della lettiera. La sabbia può essere riciclata, separandola con l’acqua dalle deiezioni, ma sia la sabbia sia l’acqua di lavaggio possono poi contenere elevate quantità di batteri (Proteus, Pseudomonas, Klebsiella).

La lettiera organica

I materiali organici impiegati per la lettiera (paglia, trucioli, segatura, carta, letame essiccato, ecc.) assorbono bene l’umidità e sono compatibili con i sistemi di rimozione delle deiezioni ma rappresentano un pericolo per le bovine. Ne ha discusso D. MacFarland a un seminario della Penn State Extension del 2013.

Tali materiali, ha detto, favoriscono uno sviluppo rapido di batteri patogeni ambientali, responsabili di mastite, specialmente se nella lettiera rimangono residui di feci, urina e latte.

La carica microbica aumenta con la finezza delle particelle, che possono facilmente penetrare all’interno del capezzolo, veicolando i batteri.

Il letame essiccato, se in partenza ospita un’elevata carica microbica (E. coli, Enterococcus, Klebsiella), rappresenta un rischio potenziale di infezione, che può “esplodere” nelle condizioni giuste. Avendo un’elevata percentuale di umidità (50-60%) ha la capacità di aderire alla bovina (mammella, peli) e di veicolare sporcizia e infezioni in sala di mungitura.

Visualizza l’articolo intero pubblicato su Informatore Zootecnico n. 5/2015

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