New Flowers Farm. Obiettivo longevità

L’azienda si trova in provincia di Parma, ospita 400 capi bovinida latte. Particolarmente attiva nel miglioramento genetico, ha vinto numerosi premi nelle mostre di settore

Un allevatore che punta sulla massima longevità delle bovine in stalla. E che, per farlo al meglio, da due anni ha aperto una seconda stalla ad hoc, isolata, sulle colline parmensi, che riunisce i migliori capi del suo allevamento. Il nome di questo allevatore è Claudio Traversi, titolare della New Flowers Farms, a Noceto, in provincia di Parma.

 

Appassionato di mostre bovine, Traversi ha collezionato fino ad oggi oltre cento gagliardetti vinti a mostre nazionali, interregionali e provinciali. E va fiero soprattutto della sua Mary, la bovina di razza Frisona più strutturata e premiata dell'allevamento, discendente da una famiglia di sei capi acquistati nel 1987 in Canada, dalla quale Traversi ha ottenuto 200 embrioni che ha poi venduto in tutta Europa, nonché 45 discendenti oggi presenti nelle due stalle.

 

L'esperienza di Traversi parte da lontano, da Brescia, dove fino a undici anni fa gestiva La Fiorita, allevamento di 120 vacche per la produzione di Grana Padano e di 3.000 suini (di cui 400 scrofe) a ciclo chiuso. La disponibilità di poca terra e gli alti costi dell'allevamento costrinsero Traversi a prendere una decisione, che inizialmente lo portò a guardare con favore il trasferimento in Canada, Paese che da sempre lo affascina per i grandi spazi e la situazione favorevole della zootecnia. Più realisticamente, il trasferimento avvenne nel parmense, a Noceto, dove nel 2003 l'allevatore inaugurò la New Flowers Farm, azienda agricola con 400 bovine, di cui 200 in lattazione, per la produzione di latte destinato al Parmigiano Reggiano.

 

L'azienda conta 150 ettari di terreno e due dipendenti. Di questa fa parte anche una seconda stalla situata a San Michele Tiorre, a pochi chilometri da Noceto, che raggruppa 40 capi (dei 400 totali) e che Traversi ha dato in completa gestione al figlio Nakya, di 22 anni, appassionato, oltre che di bicicletta, anche di animali e agricoltura.

 

«Questo distaccamento della stalla, situato in altura, in una zona isolata - riferisce Traversi - vuole ospitare un allevamento d'élite, che raccoglie i migliori esemplari di nostra proprietà dal punto di vista morfologico e di qualità del latte prodotto. L'obiettivo è quello di arrivare ad allevare qui 50 bovine, tutte a riproduzione interna e di investire su tori di alto livello per la riproduzione».

 

«Tutto cominciò da sei esemplari di vacche canadesi, che incrociammo con tori americani e canadesi», spiega ancora Traversi. «Oggi il 20% delle bovine che abbiamo nelle due stalle sono di origine italiana, il 40% canadese e il restante 40% americana. Lo scopo è quello di avere sempre famiglie nuove in allevamento. Seguiamo l'indice morfologico del cosiddetto “triplo 2”, miglioratore sui tre caratteri di morfologia, arti e mammelle, laddove l'indice va da 2 a 4».

 

Precisa l'allevatore: «Questa è a tutt'oggi la nostra idea di linea genealogica: quella di una vacca di grandi dimensioni, strutturata, che deambula bene, mangia e dorme senza problemi, con continuità. Nel giro di due anni smetteremo di eseguire le vaccinazioni per poter vendere le vacche in tutt'Europa, dal momento che all'estero non si accettano bovini vaccinati. Ovviamente, in tal caso, l'animale non dovrà uscire dall'allevamento. Questo accade, ad esempio, già in Trentino, che è una zona cosiddetta “free”. Quindi in seguito, non vaccinando più, dovremo chiudere le porte dell'azienda, evitare di partecipare alle mostre, utilizzare sempre i calzari e sottoporci alla disinfezione all'entrata. Dal punto di vista economico, l'assenza delle vaccinazioni permetterà tra l'altro di risparmiare i 15.000 euro/anno che spendiamo per vaccinare le vacche di tutte e due le stalle».

 

Ad oggi, Traversi sceglie i tori e Nakya si occupa della fecondazione, campo in cui è diventato completamente autonomo dopo aver seguito i corsi terminati pochi mesi fa.

 

La stalla New Flowers Farm sta applicando alcune tecnologie che gli permettono di gestire la mandria in modo mirato e senza perdite di tempo. «Da tempo abbiamo installato l'autoalimentatore», spiega l'allevatore, «che ci permette di sottoporre ogni giorno alla singola bovina dai 7 ai 13 kg di mangime, offerto scaglionato in 600 g al minuto come minimo per una decina di volte nelle 24 ore. La media di stalla è di 10 kg di mangime per ciascuna».

 

Un sensore fissato al collare delle bovine permette all'autoalimentatore di riconoscere l'animale e di sottoporgli la quantità di mangime ad esso necessaria. Lo stesso sensore  viene utilizzato per riconoscere gli animali in sala mungitura con informazioni precise come, ad esempio, la quantità di fieno e mangime che l'animale ha mangiato, se è in calore o meno, a quanto ammonta la sua produzione del giorno prima e così via. Lo stesso discorso vale per monitorare le bovine in sala parto. Un sistema di telecamere wireless, poi, tiene costantemente sotto controllo la situazione. Le immagini vengono trasmesse in tutte le stanze della casa dove Traversi ha un televisore.

 

«Tra i nostri progetti per il futuro», rivela l'allevatore, «c'è anche quello di installare un impianto di produzione di energia dagli scarti agricoli. Personalmente non sono d'accordo con questo proliferare di impianti di biogas che utilizzano materie nobili come il mais o la granella, perché si tratta di cibo che viene sottratto agli animali ed è una pratica che eleva i costi già alti della materia prima. Piuttosto, le istituzioni dovrebbero finanziare impianti che producono energia dai soli scarti agricoli o zootecnici. Fino ad oggi ne abbiamo visitati un paio, ma non siamo ancora soddisfatti. Faremo l'investimento solo quando troveremo l'impianto adatto alle nostre esigenze».

 

Negli anni Traversi ha partecipato con le sue vacche a diverse mostre nazionali, interregionali e provinciali, collezionando all'incirca un centinaio di gagliardetti che, appesi ancora oggi nel suo ufficio, ne testimoniano la presenza sul podio.

 

«Le mostre alle quali abbiamo partecipato le abbiamo vinte tutte quante», precisa Traversi. «Tutte le bovine che abbiamo presentato in mostra erano nate dagli incroci fatti da noi in azienda. L'unico esemplare vincitore che fa eccezione a questa regola è Raphaela, vacca di razza Holstein canadese».
Tra i concorsi più conosciuti cui hanno preso parte le bovine della New Flower Farm, Mary ha vinto, ad esempio, la Mostra nazionale di Cremona nel 2002 e la Mostra interregionale di Codogno nel 2003. Gandy, esemplare recentemente venduto, ha conquistato il primo posto alla mostra regionale emiliana nel 2009 e al Dairy show di Verona nel 2010. Senza dimenticare il primo posto al Master Breeder di Parma del 2008, che premiava l'intera stalla quanto a produzione, longevità delle bovine, punteggio finale e proteine del latte. Traversi è attualmente consigliere regionale Ara per la razza FrisonaTra i concorsi più conosciuti cui hanno preso parte le bovine della New Flower Farm, Mary ha vinto, ad esempio, la Mostra nazionale di Cremona nel 2002 e la Mostra interregionale di Codogno nel 2003. Gandy, esemplare recentemente venduto, ha conquistato il primo posto alla mostra regionale emiliana nel 2009 e al Dairy show di Verona nel 2010. Senza dimenticare il primo posto al Master Breeder di Parma del 2008, che premiava l'intera stalla quanto a produzione, longevità delle bovine, punteggio finale e proteine del latte.

 

Traversi è attualmente consigliere regionale Ara per la razza Frisona. 

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