Eurotier, le proposte degli italiani

eurotier
Solo per dare un’idea di quanto saranno variegate e avanzate le proposte tricolori alla fiera di Hannover, presentiamo quattro esempi. Senza l’intenzione di essere esaustivi

La fiera zootecnica Eurotier di Hannover, in programma nella città tedesca dal 15 al 18 novembre prossimi, è enorme. È sicuramente la prima in Europa nel settore dell’allevamento, e forse nel mondo: un mese e mezzo prima dell’inizio della fiera, ossia al 5 ottobre 2016, contava ben 2.482 espositori.

La cosa da sottolineare è che ben 130 di questi erano italiani. Nella tabella pubblicata qui accanto riportiamo l’elenco di questi ultimi, secondo il sito internet www.eurotier.com (aggiornamento al 5 ottobre 2016).

La presenza italiana a Eurotier 2016 sarà quindi particolarmente ampia. Ma non è tutto. Bisogna tener presente infatti che non tutti i marchi che forniscono servizi alle aziende zootecniche italiane sono presenti in questo elenco. Infatti la fiera di Hannover ne inserisce molti in altio elenchi, quelli dei paesi in cui tali marchi hanno sede principale; per esempio Kuhn e Zoetis si trovano nell’elenco della Germania, Delaval si trova in quello della Svezia, Boumatic in quello del Belgio, Provimi in quello dell’Olanda e così via.

Insomma, la presenza delle ditte italiane a Eurotier 2016 sarà imponente e non si limiterà ai nomi della tabella. Per questo potrà risultare interessante, con questo articolo, dare un’idea di quanto saranno variegate le proposte tricolori ad Hannover. Ci proveremo facendo quattro esempi.

Avvertenza: quanto proporremo qui di seguito, avanzando col criterio dell’ordine alfabetico, saranno appunto soltanto degli esempi. Esempi casuali: non abbiamo alcuna intenzione di essere esaustivi né abbiamo scartato volontariamente altri casi. Anzi, ci scusiamo in anticipo per quanti per motivi di spazio non abbiamo potuto citare.

Dinamica generale

La ditta Dinamica Generale spa, con sede a Poggio Rusco (Mn), ha sviluppato un innovativo sistema basato sulla tecnologia computer vision che attraverso l’analisi visiva dell’unifeed all’interno del carro miscelatore è in grado di misurare l’omogeneità e la lunghezza delle fibre della razione in fase di miscelazione. Si tratta del Sistema Visiomix, che si inserisce in un progetto più ampio che da diversi anni Dinamica Generale sta promuovendo sul mercato: la gestione dell’alimentazione animale come driver per il raggiungimento di sostenibilità ed efficienza produttiva per gli allevatori.

Questa innovazione verrà presentata alla fiera Eurotier di Hannover, in Germania. Ma già a fine settembre ha ottenuto dagli organizzatori della fiera, la Dlg, uno dei 25 premi “Innovation Award Eurotier 2016”. Da sottolineare che Dinamica Generale è stata l’unica ditta italiana ad aver ottenuto questo riconoscimento dalla fiera tedesca.

L’alimentazione rappresenta di gran lunga la maggior voce di costo nella produzione di latte e carne. Oltre ad essere la parte preponderante del costo di produzione in qualsiasi allevamento, la realizzazione delle razioni unifeed è caratterizzata da un elevato rischio di scostamento rispetto alle ricette teoriche formulate dall’alimentarista in particolare per la variazione del contenuto di sostanza secca dei foraggi insilati con una implicazione e un impatto sensibile sia sulla salute che sulla produzione degli animali in lattazione.

La regolare verifica della sostanza secca degli alimenti è un controllo di processo che permette un tempestivo ribilanciamento della razione consentendo di somministrare agli animali quanto effettivamente formulato dall’alimentarista. Ne deriva quindi un potenziale notevole beneficio economico per l’allevamento sia in termini di migliori performance produttive, che di minori sprechi di alimenti. L’attuazione in azienda dei sistemi di precision feeding proposti da Dinamica Generale contribuiscono all’ottimizzazione delle performance dell’allevamento degli animali da reddito; tale ottimizzazione porta ad un sensibile miglioramento del risultato economico, come dimostrato dai dati ricavati durante il progetto “Filigrana”, con un miglioramento medio pari a 4 € cent/Kg di latte prodotto.

Così come i sistemi di precision feeding permettono di ottenere unifeed consistenti in termini nutrizionali, Visiomix è in grado di garantire una miscelazione ideale dei diversi ingredienti e verificare la struttura fisica delle fibre lunghe sino al raggiungimento della lunghezza obiettivo.

Attraverso il controllo effettuato da Visiomix la miscela viene regolata automaticamente in base al raggiungimento del grado ideale di omogeneità e di lunghezza delle fibre. Questi due parametri rivestono un’importanza cruciale poiché influenzano la ruminazione, riducono l’attività di sorting, la resa produttiva nonché la salute animale.

Dinamica Generale ha scelto la tecnologia computer vision in quanto l’unica in grado di determinare la struttura fisica della materia e tra le più economiche all’interno delle tecnologie capaci di rilevare l’omogeneità della miscelata. La tecnologia Nir, ben conosciuta da Dinamica Generale, è impiegata laddove necessario: la misura dei valori nutrizionali degli ingredienti in ingresso al fine di ottimizzare il valore nutritivo dell’unifeed, ma non riteniamo essere invece la tecnologia ottimale quando si intende controllare la struttura fisica ovvero la lunghezza delle fibre.

Obiettivo principale nella gestione alimentare di ogni allevamento è ridurre la variabilità. L’analisi visiva effettuata dalla tecnologia Visiomix associata ai sistemi di precision feeding che impiegano l’analisi Nir per misurare e correggere la variabilità dei singoli componenti della razione in tempo reale, rappresenta un traguardo che proietta Dinamica Generale nel futuro della gestione dell’alimentazione animale, grazie agli del sistema effetti sulla salute e la produttività della mandria, ma soprattutto grazie al miglioramento del conto economico dell’allevamento.

Mazzoleni

«Internazionalizzazione: nuova voce di crescita per Mazzoleni spa. Qualità, ricerca, innovazione tecnologica e tracciabilità il fil rouge della nuova sfida». Lo sottolineano i dirigenti dell’azienda bergamasca, leader nella produzione di prodotti zootecnici d’eccellenza, e aggiungono che ad Hannover la Mazzoleni punta ad espandere i suoi contatti internazionali.

«Strategia ed esperienza, innovazione e trasparenza, tecnologia e flessibilità: EuroTier 2016 è per Mazzoleni spa - dal 1984 punto di riferimento per la produzione e commercializzazione di prodotti zootecnici per il miglioramento delle performance produttive negli allevamenti intensivi – un palcoscenico strategico per lo sviluppo del proprio processo di internazionalizzazione. L’acquisizione dei mercati esteri passa comunque per gli stessi valori che hanno consentito la crescita dell’azienda: investimenti in ricerca, sviluppo delle risorse e delle infrastrutture, massima efficienza del sistema logistico e un “sistema qualità” solido ed affidabile. Dalla verifica delle materie prime in fase di ricevimento alla completa tracciabilità degli ingredienti usati per la produzione passando per la conformità di ogni fase successiva, tutto il processo produttivo è sottoposto a controlli scrupolosi».

Un risultato, continuano i dirigenti della Mazzoleni, frutto dell’utilizzo consapevole di tecnologie di ultima generazione, spesso uniche a livello europeo: a Cappella Cantone, dove ha sede uno dei tre stabilimenti produttivi in cui si articola l’azienda con headquarter a Cologno al Serio, si trova infatti uno degli impianti del settore mangimistico più all’avanguardia in Europa. Qui apparecchiature ipertech, unitamente a uno staff altamente qualificato e a un team totalmente dedicato all’assistenza tecnica, permettono così la realizzazione di prodotti e ricette personalizzate, performanti e continuativamente assortite per rispondere al meglio alle esigenze di ogni cliente.

Dalla continua collaborazione con istituti di ricerca e aziende mangimistiche hanno infatti preso forma diverse linee di prodotto.

Un panel di eccellenze tra cui spiccano “Vegefat” e “GroPro”, due dei prodotti tecnologici più apprezzati. Dedicato ai bovini da latte, “Vegefat” (grasso idrogenato bianco prodotto a partire dalla frazione solida purificata dell’olio di palma) migliora sensibilmente la loro condizione generale di benessere, permettendo di conseguire risultati positivi durante tutte le fasi critiche dell’allevamento.

“GroPro”, prodotto altamente tecnologico a base di nucleotidi derivati dal lievito, aumenta invece l’attività cellulare a livello intestinale, il pronto recupero da patologie enteriche, l’assorbimento alimentare; e rafforza, contemporaneamente, le difese immunitarie dell’intero organismo.

Ad Hannover i due prodotti saranno presentati insieme all’ampia gamma di proposte dell’azienda. «Azienda che, grazie ai significativi risultati raccolti sul mercato italiano, guarda ora a nuove sfide. Fedele ai propri principi di rispetto per l’ambiente e alla sostenibilità delle scelte, Mazzoleni spa, attraverso l’ente di controllo Bios, ha infatti certificato il proprio sistema produttivo anche per la produzione di integratori nutrizionali destinati all’allevamento biologico. Il tutto è parte strutturale di un nuovo progetto, volto allo sviluppo strutturato, che guarda oltre confine».

Rota Guido

La società Rota Guido srl da più di 50 anni si occupa di concept, progettazione e costruzione di allevamenti intensivi con la produzione diretta dai propri stabilimenti di strutture e attrezzature all’avanguardia per centri zootecnici.

Allevamenti per bovini da latte, da ingrasso, suinicoli, ovicaprini e avicunicoli, spiegano i dirigenti della società, «sono concepiti e costruiti per migliorare le performance produttive e riproduttive di ogni stalla. Questo ha fatto diventare tutto quello che è la nostra produzione, dal 1964 ad oggi, il fulcro di un progetto di sviluppo che abbiamo già proposto in vari paesi del mondo e che intendiamo presentare in via ufficiale ad Eurotier di quest’anno».

In particolare, continuano i dirigenti di Rota Guido, «non si parla più solo di stalla, ma di una vera e propria filiera del benessere che ruota a 360° attorno all’animale ma anche al suo prodotto. Il progetto si occuperà di ciò che sta a monte e a valle di quello che è l’allevamento, partendo dalla coltivazione del terreno da cui ricaveremo l’alimentazione dei nostri animali con servizi di consulenza per l’analisi e la somministrazione della razione, alla crescita dell’animale seguita in ogni passaggio per farlo diventare una vera e propria macchina produttiva e riproduttiva da cui i nostri allevatori possono ricavare il massimo della rendita, occupandoci anche di tutto ciò che la gestione del prodotto derivante da esso, come nel caso dei bovini da latte».

Nel caso di questi ultimi, «ad oggi siamo in grado di seguire i delicati processi di mungitura, raffrescamento del latte munto fino alla sua distribuzione finale. Così anche per quanto riguarda gli allevamenti da ingrasso, che intendiamo integrare ad hoc, col passaggio successivo ossia la linea di macellazione e somministrazione alle grandi catene alimentari. Possiamo dire che il nostro concetto di model farm va dalla terra alla tavola, from the stable to the table».

La parola chiave perché tutto questo si realizzi «è anche e soprattutto “sostenibilità». Ossia la possibilità di creare tutto questo utilizzando al massimo le risorse fino ad oggi non adeguatamente valorizzate, perfezionando al meglio ogni passaggio, dedicando più controllo al ciclo di lavoro e alle sue tempistiche, con successiva riduzione dei costi del cliente e miglioramento del benessere di ogni singolo capo di animale, così come dimostrano i risultati che stiamo raccogliendo dopo aver applicato il nostro nuovo sistema di ventilazione in una stalla già esistente e modello di performance elevatissime come Cirio Agricola».

La differenza tra la Rota di ieri e quella di oggi, concludono, «sta nella globalità dell’applicazione dei nostri prodotti: ci proponiamo presentando processi di trasferimento di filiera, soprattutto quella del latte, dall’Italia, fino a territori cosi morfologicamente diversi come il Kenya e paesi in cui la risorsa e si suoi derivati, non sono così facilmente reperibili, dando tutto ciò che serve per produrre partendo dalla terra… e arrivare alla tavola».

Tdm

Per la seconda edizione consecutiva la Tdm di San Paolo (Bs) sarà presente con il proprio stand ad Eurotier. Dopo aver consolidato la sua posizione a livello europeo e avendo già realizzato alcuni importanti progetti fuori dall’Europa (Algeria, Kenya, Kazakistan e Giappone), Tdm si vuole ora presentare ufficialmente al mercato mondiale approfittando dell’importante vetrina di Hannover.

I dirigenti Tdm lanciano l’iniziativa con questo slogan: «Tdm ad Eurotier - La mungitura Made in Italy ad Hannover».

Il made in Italy di Tdm sarà rappresentato da due importanti novità, entrambe completamente progettate e realizzate dall’azienda bresciana. La prima sarà giostra di mungitura R3, che si contraddistingue per la struttura robusta e dalle linee pulite ed essenziali, accompagnata dalla tecnologia Afimilk che Tdm importa in Italia da ormai oltre vent’anni. La nuova giostra, come ogni sala realizzata da Tdm, è stata pensata tenendo conto delle esigenze delle bovine da mungere, senza dimenticare di offrire le migliori condizioni di lavoro anche per gli addetti alla mungitura. Ancora una volta la tecnologia si mette al servizio del moderno allevamento da latte.

La seconda novità, sempre nel campo della mungitura, sarà la presentazione del nuovo collettore Conan S, l’evoluzione del celebre collettore Conan Tdm, prodotto brevettato ed esportato già in tutto il mondo. Il nuovo Conan S vuole essere ancora più leggero, ergonomico e performante, garantendo al contempo, grazie al nuovo stampo della coppetta, una migliore separazione del latte proveniente dai diversi quarti.

«In un mercato che ormai non può esimersi dal confronto con lo scenario internazionale, Tdm ha dunque deciso di raccogliere questa sfida e di porsi in prima linea nel confronto diretto con le sue concorrenti che già operano a livello mondiale».

 

L’articolo completo della tabella è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 17/2016

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