Conigli: sul mercato i primi prodotti da allevamenti cage-free

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Da poche settimane anche in Italia sono disponibili sul mercato, in alcuni punti vendita della Gdo, prodotti provenienti da conigli allevati in sistemi alternativi alle gabbie. «Allevare conigli in sistemi cage-free è possibile, i fatti ora lo dimostrano» afferma Ciwf Italia

«Allevare conigli in sistemi cage-free è possibile, i fatti ora lo dimostrano – afferma Ciwf Italia -. Per questo chiediamo con una petizione ai ministri delle Politiche agricole e della salute la dismissione graduale per legge delle gabbie per conigli e un’etichettatura nazionale secondo il metodo di allevamento».
Da poche settimane anche in Italia sono disponibili sul mercato, in alcuni punti vendita della Gdo, prodotti provenienti da conigli allevati in sistemi alternativi alle gabbie. Il nuovo sistema di allevamento, chiamato in inglese “park” (parchetto), consiste in un recinto sopraelevato e senza copertura superiore che consente ai conigli di fare tre salti consecutivi, stare eretti sulle zampe posteriori, avere a disposizione materiale da rosicchiare e una piattaforma su cui saltare e nascondersi, con una densità di animali per metro quadro più bassa rispetto ai sistemi in gabbia. I prodotti ad oggi sono presentati sul mercato con l’etichetta “allevato a terra”.

I sistemi in gabbia limitano il benessere

In Italia si allevano circa 24,5 milioni di conigli. Attualmente ancora circa il 97% sono allevati in gabbie, di batteria o arricchite: entrambi i sistemi in gabbia limitano molto significativamente il benessere dei conigli.
Ciwf Italia ha già mostrato nel 2014 in una video inchiesta quanto le condizioni di vita dei conigli possano essere misere nelle gabbie di batteria. In queste ultime, a esempio, i conigli hanno a disposizione uno spazio equivalente a poco più di un foglio A4, non possono stare eretti sulle zampe posteriori come normalmente farebbero, e non hanno neanche lo spazio per sdraiarsi lateralmente per riposare. Le zampe poggiano costantemente sul pavimento di rete metallica, ferendosi inevitabilmente.
In queste condizioni l’uso routinario degli antibiotici diventa necessario, ma nonostante questo la mortalità in alcuni casi può raggiungere anche il 30%.
Per anni si è sostenuto che allevare i conigli in sistemi alternativi alle gabbie non fosse possibile. Oggi, però, la disponibilità sul mercato dei prodotti provenienti dai recinti “park” dimostra finalmente anche in Italia che questi sistemi sono sostenibili.

La petizione

Secondo Ciwf Italia è quindi giunto il momento di avviare un percorso che porti alla dismissione graduale di tutte le gabbie per i conigli in Italia. È per questo che Ciwf si rivolge con una petizione al ministro delle Politiche agricole Gianmarco Centinaio e della salute Giulia Grillo affinché sia approvata una legge che preveda la dismissione graduale delle gabbie. Ciwf chiede anche un’etichettatura nazionale volontaria per il metodo di allevamento che sia univoca, chiara e trasparente, e aiuti il consumatore a distinguere fra i prodotti cage-free e quelli provenienti da conigli allevati in gabbia.
Dichiara Annamaria Pisapia, direttrice di Ciwf Italia Onlus: «Siamo di fronte a un momento di svolta per migliorare il benessere dei conigli nel nostro Paese. Ora è necessario fornire informazioni chiare e univoche ai consumatori. Saranno loro infatti che, finalmente liberi di scegliere, convinceranno gli allevatori e i produttori a passare ai sistemi cage-free. Le gabbie sono un sistema crudele e anacronisitico per allevare i conigli. Ci auguriamo che il loro uso diventi al più presto un ricordo nel nostro Paese».

 

 

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