Mostra caprina di Edolo

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«La manifestazione dedicata alla Bionda dell’Adamello rappresenta una grande opportunità per promuovere un ramo della zootecnia che vanta una forte tradizione nelle nostre valli». Questo il commento di Germano Pè, presidente dell’Associazione interprovinciale allevatori di Brescia e Bergamo

Arriva da Prestine (Bs) la campionessa della Mostra interprovinciale caprina dedicata alla razza Bionda dell’Adamello svoltasi nei giorni scorsi a Edolo (Bs). La vincitrice è stata presentata dall’azienda agricola Barbara Bontempi, che ha vinto anche il premio come “miglior allevamento” presentando inoltre anche il soggetto vincitore del riconoscimento “miglior mammella”. Sul fronte maschile invece il campione di quest’anno è un becco presentato dall’allevamento di Ivano Sacrestani situato a Niardo (Bs).

Erano in totale 270 i capi a catalogo, presentati da 26 allevamenti.

La giornata, organizzata dall’Aipa (Associazione interprovinciale allevatori) con il sostegno della Comunità Montana di Valle Camonica e del Comune di Edolo, ha inoltre ospitato anche la mostra provinciale della pecora di Cortegno Golgi, che è stata vinta da un soggetto presentato dall’azienda Domenica Martinotta di Corteno Golgi (Bs).

Per coronare l’evento anche il concorso dedicato ai formaggi caprini, organizzato con la collaborazione dell’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi): nella categoria del classico Fatulì ha vinto l’azienda Le Frise di Artogne (Bs), nella formaggella fresca si è imposta l’agricola Cornablacca di Maria Grazia Arrighini a Pertica Alta (Bs), mentre per quanto riguarda la miglior formaggella stagionata ha vinto Ines Grezzini da Tremosine (Bs).

«Ancora una volta la mostra caprina di Edolo si è confermata una vetrina autorevole su un settore importante della zootecnia lombarda – ha detto il presidente dell’Aipa di Brescia e Bergamo, Germano Pè -. Un comparto che sta lavorando sulla qualità delle produzioni casearie, ma che si configura anche come un elemento fondamentale per il presidio del territorio montano, che senza allevamenti sarebbe a forte rischio di abbandono con gravi ripercussioni sia sociali che ambientali».

 

L’articolo è pubblicato su Informatore Zootecnico n. 9/2016

L’edicola di Informatore Zootecnico

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